La circolazione dei veicoli immatricolati all’estero: le modifiche al Codice della Strada

La circolazione dei veicoli immatricolati all’estero: le modifiche al Codice della Strada

L’articolo 29 bis del Decreto Legge 113/2018 Decreto Sicurezza (modifica degli articoli 93, 193, 196 del Codice della Strada), convertito con L. 1/12/2018, n. 132, pubblicata sulla G.U. n. 281 del 3/12/2018 (entrata in vigore il giorno successivo), con specifico riferimento all’art. 23 bis,  ha apportato una serie di importanti modifiche in materia di “circolazione dei veicoli immatricolati all’estero“. In estrema sintesi, fatto salvo quando verrà di seguito descritto, sono state introdotte due regole fondamentali:

  1. divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero e condotti da soggetti residenti in Italia da oltre 60 giorni (Art. 93 C.d.S.).
  2. divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero e presenti sul territorio dello Stato Italiano da oltre un anno di permanenza effettiva in Italia, anche se condotto da persona non residente (Art. 132 C.d.S.)

Rispetto alla prima ipotesi, al momento dell’accertamento, è importante verificare se il conducente (indipendentemente se proprietario o meno), è residente in Italia da oltre 60 giorni. In caso positivo, fatta eccezione per alcune ipotesi che di seguito saranno sinteticamente illustrate, il trasgressore è soggetto ad una sanzione pecuniaria pari a 712 euro, oltre al sequestro del veicolo (con l’immediata cessazione della circolazione e il trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio) con obbligo della reimmatricolazione in Italia ovvero l’esportazione verso il paese estero. Se entro 180 giorni non viene definito il procedimento si procede con la confisca del veicolo. Nell’ipotesi indicata, inoltre, il libretto di circolazione viene immediatamente ritirato e trasmesso alla Motorizzazione Civile per gli atti consequenziali. Il pagamento della sanzione, trattandosi di un veicolo con targa straniera, dovrà essere effettuato, in forma ridotta al momento della contestazione, altrimenti si deve procedere con il fermo del veicolo, ex art. 207 C.d.S. con custodia presso la depositeria indicata dal custode-acquirente.

La seconda ipotesi, che può concorrere con la prima, riguarda un veicolo, nella disponibilità di un soggetto che non è residente in Italia o è residente da meno di 60 giorni, con targa straniera, presente sul territorio dello Stato da oltre un anno. In questo caso, si applica la sanzione pecuniaria di 712 euro, il sequestro amministrativo e conseguentemente il ritiro del libretto di circolazione per il successivo inoltro alla Motorizzazione Civile. La successiva mancata immatricolazione o richiesta del foglio di via per il trasporto all’estero, comporta la confisca del veicolo.

Le norme indicate, non si applicano relativamente ai veicoli oggetto di contratto di leasing, locazione senza conducente o comodato di uso a favore di un dipendente, comunque effettuato da imprese che non hanno in Italia una propria sede. Come tale, a mero titolo di esempio pratico, il comodato d’uso del familiare residente in altra nazione (anche U.E.), a favore di un soggetto residente in Italia, non permette di circolare con la targa straniera dopo 60 giorni di residenza.

(R.A.)

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