Manovra, ecco la bozza oggi in Cdm 

Gli articoli della Legge di Bilancio scendono a 228, dai 248 di una bozza circolata ieri. E’ quanto emerge da un’ultima bozza della Finanziaria che l’Adnkronos ha potuto visionare. Ecco le misure previste dalla nuova bozza che dovrebbe approvare oggi il Cdm. 

ASSEGNO UNICO – “Il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” è “incrementato di 3.012,1 milioni di euro per l’anno 2021 e di 5.500 milioni di euro annui a decorrere dal 2022”. 

FONDI PER ASSUNZIONI INPS – “Per le esigenze di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di assicurare il presidio delle funzioni relative all’invalidità civile e delle attività medico-legali in materia previdenziale e assistenziale affidate, l’Inps è autorizzato, per il biennio 2021-2022, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, ad assumere, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, mediante procedure concorsuali pubbliche, per titoli ed esami, 189 unità di personale nella qualifica di medico di primo livello per l’assolvimento delle funzioni medico-legali di propria competenza, nei limiti della vigente dotazione organica”.  

IMPRESA FEMMINILE – Secondo la bozza, anche il ministero delle Pari Opportunità, insieme al Mise e al Mef, viene coinvolto nell’istituzione del fondo per l’Impresa femminile. 

SUD – Secondo la bozza, è prorogato fino al 31 dicembre 2022 il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Nella bozza diffusa precedentemente era indicato come termine fine dicembre 2021. Prevista anche la proroga del credito d’imposta potenziato per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno nel 2021 e 2022. Al fine di incentivare più efficacemente l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo spetta per gli anni 2021 e 2022 nella misura del 25 per cento per le grandi imprese che occupano almeno duecentocinquanta persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro, in misura pari al 35 per cento per le medie imprese, che occupano almeno cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro, e nella misura del 45 per cento per le piccole imprese che occupano meno di cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. 

E ancora, nella bozza previste fino a 2.800 nuove assunzioni a tempo determinato nel Mezzogiorno per le politiche di coesione. Dal primo gennaio 2021 le amministrazioni pubbliche che rivestono ruoli di coordinamento nazionale e le Autorità di gestione, gli organismi intermedi o i soggetti beneficiari delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia possono assumere personale non dirigenziale in possesso delle professionalità legate alle politiche di coesione con contratto di lavoro a tempo determinato, nel limite massimo di 2.800 unità, e di una spesa massima in ragione d’anno pari a 126 milioni annui per il triennio 2021-2023, di durata corrispondente ai programmi operativi complementari e comunque non superiore a trentasei mesi.  

Arrivano al sud gli ecosistemi per l’innovazione. “Al fine di favorire, nell’ambito dell’economia della conoscenza, il perseguimento di obiettivi di sviluppo, coesione e competitività dei territori nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è promossa la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione, attraverso la riqualificazione o la creazione di infrastrutture materiali e immateriali per lo svolgimento di attività di formazione, ricerca multidisciplinare e creazione di impresa, con la collaborazione di università, enti di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore”. 

Per la costituzione di tali strutture, con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, sono assegnate al Ministero per l’Università e la Ricerca, nell’ambito del Piano Sviluppo e Coesione (PSC) di competenza, risorse nel limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione per il ciclo di programmazione 2021-27. Al finanziamento degli interventi possono contribuire anche le risorse relative ai fondi strutturali europei per il ciclo di programmazione 2021-27, nonché ulteriori risorse assegnate all’Italia nel contesto delle decisioni assunte dal Consiglio Europeo del prossimo luglio. 

ARRIVA ISTITUTO ITALIANO PER LA CYBERSICUREZZA – Nasce la Fondazione denominata ‘Istituto Italiano di Cybersicurezza’ (Iic), con lo scopo di promuovere e sostenere l’accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica, nonché di favorire lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni in una cornice di sicurezza e il conseguimento dell’autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica, a tutela dell’interesse della sicurezza nazionale nel settore. E’ quanto si legge in nella bozza della manovra nella quale si precisa che “è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021”.  

La Fondazione, si legge, “pianifica, elabora, sviluppa, promuove e supporta iniziative e progetti di innovazione tecnologica e programmi di ricerca riguardanti la sicurezza delle reti, dei sistemi e dei programmi informatici e dell’espletamento dei servizi informatici, in coerenza con la strategia nazionale di sicurezza cibernetica, e supporta le istituzioni nazionali competenti nella materia della protezione cibernetica e della sicurezza informatica, anche ai fini della partecipazione alla definizione degli standard internazionali nel settore; promuove la consapevolezza dei rischi informatici presso le Istituzioni, le imprese e gli altri utenti di prodotti e servizi informatici”.  

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, sentito il Cisr, si legge ancora, “sono nominati un commissario unico e un collegio dei revisori, e ne sono definiti i compiti. Il commissario unico, fino all’approvazione dello statuto e all’entrata in funzione degli organi dallo stesso previsti, adotta con i poteri dell’organo monocratico ogni atto occorrente per assicurare la costituzione e il funzionamento delle strutture amministrative della Fondazione, nonché gli atti necessari per l’avvio e lo svolgimento delle attività istituzione dalla Fondazione”. Per l’espletamento dei propri compiti il commissario “è autorizzato ad avvalersi di personale, nel limite massimo di 20 unità di personale di livello non dirigenziale appartenente alle amministrazioni pubbliche, collocato in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o analoga posizione prevista dall’ordinamento di appartenenza, ad esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario delle istituzioni scolastiche. All’atto del collocamento in fuori ruolo è reso indisponibile per tutta la durata dello stesso un numero di posti nella dotazione organica dell’amministrazione di provenienza equivalente dal punto di vista finanziario”. 

NIENTE COMITATO NAZIONALE PRODUTTIVITA’ – Salta il comitato nazionale per la Produttività previsto dalle bozze della legge di Bilancio circolati nei giorni scorsi. Nell’ultimo testo l’articolo risulta cancellato.  

NASCE LA FONDAZIONE PER IL FUTURO DELLE CITTA’ – Nasce la Fondazione per il futuro delle città (Ffc) che è finalizzata alla realizzazione di un centro di ricerca specializzato nello studio delle piante come fonte di possibili soluzioni da applicare alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento dei nostri centri urbani. Lo statuto della fondazione, concernente anche l’individuazione degli organi della Ffc, della composizione e dei compiti, è approvato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i ministri dell’Università e della ricerca, dell’Ambiente e dell’Economia. Questo quanto si legge nella bozza della manovra nella quale si sottolinea che “per l’istituzione e l’avvio dell’operatività della fondazione è istituito un apposito fondo nello stato di previsione della spesa del Mef, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del consiglio dei ministri, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2021 e 3 milioni di euro annui per gli anni 2022 e 2023”.  

STABILIZZAZIONE CONTRATTI LAVORO POST SISMA – Nel 2022 arrivano 52 milioni di euro in più per la stabilizzazione dei contratti a tempo indeterminato negli Uffici speciali per la ricostruzione post-sistema. Per il 2021 sono già previsti 30 milioni. “La disposizione – si legge nella relazione illustrativa – è volta ad incrementare di 52 mln di euro, dal 2022, le risorse del fondo finalizzato al concorso agli oneri derivanti dalle assunzioni a tempo indeterminato del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e presso gli enti locali dei crateri del sisma del 2009, del sisma del 2012 e del sisma del 2016, nonché gli Enti parco nazionali. Inoltre, viene posto a carico della presente legge l’onere dei 30 milioni per l’anno 2021”. 

BOLZANO – Arriva “una sezione speciale dell’albo dei medici alla quale possono essere iscritti, a domanda, fermi i restanti requisiti, i professionisti che sono a conoscenza della sola lingua tedesca”. E’ quanto prevede una norma contenuta nella bozza della manovra che autorizzata il presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Bolzano ad istituire “con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente” questa sezione speciale. “L’iscrizione nella sezione speciale autorizza all’esercizio della professione medica esclusivamente nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano”, si precisa. 

La disposizione, inoltre, si legge nella bozza del provvedimento, “prevede che per il territorio della Provincia autonoma di Bolzano, la conoscenza della lingua italiana o tedesca costituisce requisito sufficiente di conoscenza linguistica necessaria per l’esercizio delle professioni sanitarie. I controlli linguistici previsti dalla legge sono svolti in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni sopra richiamate”. 

La disposizione prevede, infine, “che nei servizi sanitari di pubblico interesse l’attività deve essere organizzata in modo che sia garantito l’uso delle due lingue, italiana e tedesca”. 

FONDO AREE DISMESSE – Per il finanziamento degli interventi previsti per gli investimenti nelle aree dismesse “è istituito nello stato di previsione del Mef, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Fondo per l’attrazione di investimenti in aree dismesse e/o per beni dismessi, con una dotazione pari a 36 milioni di euro per il 2021, 72 milioni per il 2022, 147 milioni per il 2023”.  

La disposizione, si legge nella relazione illustrativa, “prevede che possono essere definiti piani di sviluppo per il finanziamento degli interventi necessari alla rigenerazione, riqualificazione e infrastrutturazione, nonché per l’attrazione di investimenti privati per il rilancio economico, al fine di favorire l’attrazione degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo nelle aree dismesse o in disuso, delle infrastrutture e dei beni immobili in disuso appartenenti alle amministrazioni pubbliche. Assegna alla Struttura di missione InvestItalia, il compito di coordinare e supportare le amministrazioni centrali e locali coinvolte nella predisposizione e nella definizione dei piani di sviluppo e di proporre la graduatoria dei piani ai fini dell’accesso al finanziamento da parte del fondo ad hoc per l’attrazione di investimenti in aree dismesse e/o per beni dismessi, istituito nello stato di previsione del Mef per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza de Consiglio dei Ministri”. Inoltre “reca disposizioni finalizzate a favorire lo sviluppo di iniziative di partenariato pubblico-privato. Disciplina il contenuto dei piani di sviluppo e le modalità della loro approvazione ai fini dell’accesso alle risorse del fondo”. 

CONTENZIOSI CITTA’ DELLO SPORT – È assegnata, nell’anno 2021, la somma di 25 milioni di euro al ministero dell’Università e della ricerca, che costituisce tetto di spesa, al fine del trasferimento della stessa somma all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ per la definizione dei contenziosi in essere, con i soggetti affidatari del progetto e dei lavori, connessi alla mancata realizzazione del complesso sportivo polifunzionale denominato ‘Città dello Sport’. L’assegnazione avviene contestualmente al trasferimento da parte dell’Università in favore dell’Agenzia del Demanio (e non più della Società pubblica Sport e Salute come figurava in una precedente bozza), del diritto di proprietà dell’area su cui insiste il complesso sportivo polifunzionale denominato ‘Città dello Sport’, nonché delle opere già realizzate unitamente ai progetti sinora sviluppati per la sua realizzazione, al fine di consentire il completamento delle opere ovvero la revisione dei progetti stessi. L’atto traslativo deve essere stipulato e trascritto in ogni caso entro il 31 marzo 2021. E’ quanto si legge nella bozza della manovra visionata dall’Adnkronos. 

All’Agenzia del demanio, e quindi non più alla Società Sport e Salute, “è assegnata la somma annua di 3 milioni di euro per gli anni dal 2021 fino al 2023, ai fini della manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle opere realizzate e la messa in sicurezza dell’area trasferita, in vista del recupero funzionale delle opere realizzate”.  

La convenzione tra l’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e la società assegnataria dei lavori, stipulata il 23 ottobre 1977, deve ritenersi cessata, a tutti gli effetti, alla data di definizione dei contenziosi in essere.  

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