Scuola, Guerra (Oms): “Da medie e licei più rischi coronavirus” 

“L’Italia è molto avanti” verso la riapertura della scuola. “Sono stati fatti passaggi importanti, sia all’interno del Comitato scientifico sia dalla Pubblica istruzione e dalla Salute, i due ministeri fondamentali per la gestione del protocollo”. Lo ha detto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ospite a ‘SkyTg24’.  

A livello europeo “c’è una diffusa sensibilità, per il tema”, ha spiegato. Ma “il problema è sempre lo stesso: non c’è un protocollo comune europeo. E forse sarebbe anche controproducente”. L’importante, però, “è che il personale sia preparato, sia supportato, ci sia una distribuzione dei compiti assolutamente chiara su chi fa cosa e che ci possa essere una capacità di intervento concertata a livello locale, perché è questo quello che conta. Impossibile prevedere situazioni che a livello locale possono essere risolte. Importante, quindi, investire sulla preparazione del personale, sanitario e scolastico. In particolare la medicina generale e la pediatria di famiglia che devono essere, speriamo, i grandi protagonisti di una sorveglianza che deve arrivare a livello domiciliare”, ha sottolineato Guerra.  

“Attualmente sappiamo che i bambini fino a 10 anni circa si contagiano, hanno una carica virale, ma sembra che tramettono in maniera inferiore rispetto ai ragazzi di età maggiore” ha spiegato il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, ricordando che in realtà non disponiamo ancora di conoscenze solide su questo tema.  

“Per i ragazzi dai 10 ai 12 anni – ha continuato Guerra – c’è una ‘montata’ di contagiosità, fino ad arrivare intorno ai 14-16 dove la carica virale e la capacità di contagiare sono equivalenti rispetto all’adulto. Questo è un elemento importante per le misure di contenimento: per esempio l’uso di mascherine, distanziamento, cautele con cui bisogna gestire le diverse tipologie di scuola. E’ evidente che scuole medie superiori e licei rappresentino un rischio maggiore da questo punto di vista, se la ricerca confermerà questi dati. Ma la risposta definitiva sulle indicazioni scientifiche a cui attenersi verrà data da un ampio studio che gli istituti di ricerca americani hanno lanciato e che si concluderà non prima di dicembre”.  

Per il direttore aggiunto dell’Oms, “il fatto che l’età media dei nuovi casi diagnosticati” di Covid-19 “sia enormemente inferiore a quella del picco epidemico, con minore gravità di casi e di ricoveri in terapia intensiva, ci fa dire due cose: gli anziani hanno capito bene la lezione, si proteggono, stanno attenti a non esporsi a nessun tipo di rischio. I giovani meno”.  

“C’è un problema di fondo – ha continuato – Non vorrei allarmare nessuno, ma siamo comunque ancora in presenza di una contaminazione con un virus che stiamo scoprendo piano piano. Ci sono probabilmente connotati clinici che non conosciamo, ma che potrebbero portare conseguenze a medio e lungo termine. Quindi il messaggio è questo: per favore, proteggetevi tutti, indipendentemente dell’età”.  

 

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