Trasferiti in altri centri di accoglienza i 23 rifugiati politici arrestati per la maxi-rissa

Trasferiti in altri centri di accoglienza i 23 rifugiati politici arrestati per la maxi-rissa

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Si sono concluse, coordinate dagli agenti del Comando di Polizia Locale di Ciampino, le operazioni di trasferimento in tre diversi centri di accoglienza (Roma Prenestina, Marcellina e Civitavecchia) dei 23 immigrati in attesa dello status di rifugiati politici, di origine eritrea e pakistana, arrestati lo scorso 4 gennaio dopo essersi resi protagonisti di una maxi rissa presso il centro di accoglienza di Ciampino.
Il provvedimento è stato voluto dalla Prefettura di Roma a seguito delle dimissioni dal centro di Ciampino dei 23 immigrati, tutti rientranti nel progetto “Emergenza Africa del nord”, processati per direttissima il 5 gennaio scorso e condannati a 6 mesi di reclusione con sospensione della pena.

La sede del centro di accoglienza di Ciampino ospita decine di persone in attesa di regolarizzazione riguardo alla loro posizione di immigrati sul territorio dello Stato italiano provenienti, oltre che dalle due etnie entrate in conflitto, anche da immigrati provenienti dal Niger e dalla Nigeria. 
Lo scorso 4 gennaio, il Commissariato della Polizia di Stato di Marino, la Tenenza dei Carabinieri di Ciampino ed il Comando di Polizia Locale di Ciampino sono intervenuti in tarda mattinata, quando alcuni soggetti nigerini e nigeriani avevano iniziato una vibrante protesta, sfociata nella chiusura del cancello di entrata ed uscita al centro di accoglienza, giustificata dagli immigrati con la protesta per la ritardata emissione dei ticket settimanali di 17,50 euro, che vengono erogati singolarmente in aggiunta al vitto ed all’alloggio. L’intervento delle forze dell’ordine, unito alla mediazione degli operatori della cooperativa che gestisce il centro, ha scongiurato problemi di ordine pubblico.

In serata, invece, si è vissuto il momento peggiore, quando il personale del centro è stato costretto a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine a seguito di una violenta rissa scoppiata all’interno della sala mensa. Due uomini, un pakistano ed un eritreo, avevano cominciato a discutere e in breve dalle parole sono passati alle mani. La lite ha subito coinvolto i connazionali dei due, presenti per la cena, i quali hanno cominciato a spaccare le suppellettili della sala, utilizzandoli come armi. In breve decine di persone si sono scontrate con armi improvvisate, distruggendo tutto quello che si trovava nella mensa. Quando i primi due agenti del Commissariato di Polizia di Marino sono arrivati sul posto hanno trovato i due gruppi che si fronteggiavano con pietre e bastoni. La pattuglia, con prontezza e professionalità, è riuscita a sedare la lite e ha diviso le due fazioni contendenti, posizionandoli lontani tra loro. Sul posto sono prontamente giunti in ausilio anche gli agenti della Polizia Locale di Ciampino ed altre pattuglie dei Commissariati di Polizia di Stato di zona ed i militari della Tenenza dei Carabinieri di Ciampino e Castel Gandolfo, coordinati sul posto dai rispettivi Comandanti. Alcuni protagonisti della maxi rissa sono risultati feriti, e sono stati accompagnati al vicino ospedale. Sul posto è intervenuto anche personale della Polizia Scientifica per documentare le devastazioni all’interno del centro. Alla fine degli accertamenti 11 cittadini pakistani e 12 eritrei sono stati arrestati in flagranza per rissa aggravata, lesioni e danneggiamenti.

A seguito della scarcerazione, e della dimissione per violazione delle norme regolamentari dal centro di accoglienza, gli immigrati hanno trascorso la notte accampandosi fuori dalla struttura ricettiva e, nella mattina successiva, si sono recati presso la Chiesa di Via Mura dei Francesi a Ciampino per chiedere ospitalità.
Vista l’impossibilità di reintrodurre i cittadini nella struttura, e il tempo necessario per trovare una nuova sistemazione, il Comando di Polizia Locale, in coordinamento con il Sindaco di Ciampino, ha attivato una mediazione che, grazie alla disponibilità degli operatori del centro di ospitalità, dei volontari della Croce Rossa e del gruppo comunale della Protezione Civile, ha permesso di predisporre in poco tempo un campo di accoglienza composto da due tende, all’interno delle quali venivano alloggiati i cittadini extracomunitari, fino al definitivo trasferimento presso le tre strutture di accoglienza.

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