Affitti commerciali, le ipotesi 

Il governo sta valutando l’introduzione di una cedolare secca sugli affitti non abitativi, per i contratti esistenti, condizionata a una diminuzione del canone di locazione. E’ quanto sarebbe emerso da una risposta del ministro dell’economia Roberto Gualtieri a una delle proposte avanzate al Governo da Confedilizia nel corso degli Stati generali dell’economia. 

Il credito d’imposta del 60% previsto dal decreto rilancio ha la finalità di attenuare le difficoltà del periodo più critico e Confedilizia stessa ha chiesto di estenderne la durata oltre i tre mesi attualmente previsti. Adesso, si legge nel documento presentato dalla Confederazione dell’immobiliare, vanno però introdotte misure per accompagnare la ripresa, riducendo la tassazione sui redditi da locazione. 

La via maestra per raggiungere questo obiettivo, secondo Confedilizia, è prevedere una cedolare secca per tutti i contratti di locazione ad uso non abitativo in essere. In alternativa, si legge ancora nel documento consegnato al Presidente del Consiglio, potrebbe essere introdotto uno speciale regime teso a favorire gli accordi fra locatori e conduttori, ad esempio prevedendo, in analogia con quanto efficacemente in essere per gli affitti abitativi ‘concordati’, una cedolare del 10% e un abbattimento dell’Imu del 25% in caso di riduzione del canone del 20-25% rispetto a quello previsto in contratto. Proprio su quest’ultima proposta, a quanto risulta all’Adnkronos, si sarebbe registrata una disponibilità di massima da parte del ministro Gualtieri. 

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