Conte: “Shock senza precedenti, incertezza peserà ancora” 

“L’Italia sta faticosamente uscendo da uno shock senza precedenti che ha comportato e sta comportando altissimi costi umani, sociali ed economici. Adesso bisogna però guardare al futuro”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, aprendo la terza giornata degli Stati generali dell’Economia con le confederazioni, il mondo del commercio e dell’artigianato. 

“Noi non possiamo pensare di ripristinare la ‘vecchia normalità’. Dobbiamo assolutamente affermare una ‘nuova normalità’ per il Paese – ribadisce il premier, tornando a un concetto che ha molto rimarcato dall’avvio dell’appuntamento a Villa Pamphili -. Una normalità che deve prevedere dei tassi di crescita economica e di sviluppo sostenibile sociale per il Paese ben più elevati rispetto al passato. Come sapete noi scontavamo delle difficoltà e se guardiamo al prodotto interno lordo e alla produttività ci collocavamo sempre al di sotto della media europea negli ultimi anni. Siamo però consapevoli che gli effetti completi della crisi devono ancora dispiegarsi. Nella diagnosi e nelle valutazioni scambiate con autorevoli economisti sabato e anche con altre interlocuzioni che abbiamo avuto con le massime autorità economiche è chiaro che l’incertezza c’è e peserà ancora. Quindi non è sufficiente sbloccare il lockdown, riaprire le attività perché venga meno questa incertezza”.  

“L’Istat ci dice che oltre la metà delle imprese prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020, e che un’impresa su 4 segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività”, riporta il premier. “Non mi sono sfuggiti gli interventi che in questa situazione così critica abbiamo già dispiegato. Abbiamo messo sul campo e preventivato una quantità di risorse senza precedenti – rivendica Conte -: 80 miliardi più ovviamente le garanzie per la liquidità, le moratorie sui finanziamenti di famiglie e imprese. Dicevo ieri che in rapporto al Pil l’Italia si colloca in questo momento al secondo posto per impegni finanziari assunti, in Europa in particolare”.  

“Ci sono tantissimi provvedimenti tra quelli adottati: le moratorie e le garanzie poste sui crediti delle imprese attraverso il Fondo centrale di garanzia PMI e le garanzie rilasciate da SACE. Una misura che ha presentato delle criticità che io stesso non ho nascosto. Ci sono state anche delle interlocuzioni con alcuni di voi per cercare di capire e superare queste criticità – ricorda il premier -. C’è stata in sede di conversione molta attenzione e un grande contributo anche da parte del Parlamento per migliorare quel decreto e quelle norme. Siamo in fase sperimentale”.  

“Ci ritroviamo a gestire un’emergenza e sicuramente, non avendo potuto programmare interventi del genere, ci stiamo misurando anche con delle difficoltà oggettive del Paese: apparati burocratici, mentalità radicate, strategie dei vari uffici pubblici e dei partner privati di questi progetti. Dobbiamo scontare tutte queste novità. Negli ultimi giorni stiamo però assistendo – se guardo ai dati e ai flussi che seguo costantemente – a un miglioramento in questo meccanismo e la sensazione è che anche le imprese bancarie, dopo l’iniziale assestamento, inizino a creare dei flussi di erogazione più consistenti e più apprezzabili”, riconosce il presidente del Consiglio, che oggi vedrà anche i rappresentanti del mondo creditizio. “Vorrei ricordare, inoltre – prosegue Conte -, la sospensione di molti pagamenti fiscali e contributivi, l’esenzione dal versamento della prima rata Irap, il contributo a fondo perduto per i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro, per il quale da ieri è possibile presentare domanda online”. 

“Ricordo anche il credito d’imposta nella misura del 60 per cento del canone di locazione di immobili destinati allo svolgimento dell’attività economiche e ci sono varie altre misure. Diciamo che le misure ci sono, c’è un complesso di interventi che non sono affatto trascurabili nella portata economica. Siamo qui con voi per raccogliere le istanze che vorrete rappresentare in questa occasione di confronto”, le parole del premier. 

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