Gamberi in offerta senza indicazione di provenienza e conservazione. Sanzione di oltre 1.000 euro in un supermercato.

Gamberi in offerta senza indicazione di provenienza e conservazione. Sanzione di oltre 1.000 euro in un supermercato.

Il sequestro amministrativo di oltre 200 prodotti, oltre ad una sanzione ad un supermercato per mancanza di indicazione sulla provenienza del pesce posto in vendita, è il risultato dell’ennesima operazione a tutela del consumatore e a repressione dell’abusivismo commerciale condotta a Ciampino dalla Polizia Locale. I controlli sono stati svolti nelle giornate di martedì 19 e mercoledì 20 novembre, sia presso i tre mercati giornalieri, sia nel mercato settimanale che vede ogni mercoledì la presenza di oltre 200 operatori, sia nelle rivendite del pesce del territorio, compresi i supermercati.


All’interno di uno di essi, in sud, è stata accertata la vendita nel banco del pesce di prodotti in gran parte privi della indicazione sulla provenienza e dello stato di conservazione. 

In particolare, gli agenti hanno accertato che proprio per il prodotto di richiamo del banco pescheria all’interno del volantino del supermercato, nello specifico dei gamberoni, veniva indicato il prezzo omettendo di indicare che si trattava di prodotto decongelato e da dove provenisse. Nei confronti del trasgressore è stata elevata una sanzione amministrativa di importo di oltre 1.000 euro.

Nelle altre rivendite di pesce – in zona morena e kennedy – e presso le rivendite ortofrutticole è stata inoltre verificata la rispondenza tra le fatture di acquisto dei prodotti e quelli posti effettivamente in vendita, al fine di accertare l’effettiva freschezza e la corrispondenza della provenienza reclamizzata con quella effettiva. Anche grazie all’intensità di tali controlli, ed al costante dialogo con gli operatori commerciali, tutto è risultato pienamente conforme alle normative a tutela del consumatore.

All’interno del mercato settimanale, la quasi totalità dei prodotti posti sotto sequestro venivano posti in vendita da due venditori abusivi, che alla vista degli agenti tentavano di nascondere i prodotti all’interno dei contenitori per la raccolta differenziata, dandosi poi alla fuga. In un caso, un venditore abusivo veniva “ospitato” da un titolare di regolare licenza e posto fisso. Dall’esame della merce posta sotto sequestro, è stato accertato che la stessa era priva di tracciabilità, di pessima qualità, oltre a risultare potenzialmente nociva per la salute di chi l’avesse utilizzata, come ad esempio nel caso dei giocattoli.

L’attività di repressione dell’abusivismo commerciale, che nel corso del 2013 ha portato al sequestro di migliaia di prodotti e a decine di sanzioni amministrative e denunce penali, continuerà, da parte del Comando di Polizia Locale, sia a tutela del consumatore che degli operatori commerciali regolari.

Dietro l’abusivismo (e anche dietro la contraffazione) si nascondono spesso tristi realtà e interessi criminali. Si sfruttamento i bambini dei paesi poveri, costretti a lavorare in cambio di pochi soldi piuttosto che giocare o studiare; si utilizzano, come merce, i clandestini per produrre prodotti contraffatti spesso in laboratori illegali e con sistemazioni fatiscenti. La legge vieta di vendere e acquistare merce irregolare. Quando si acquista un prodotto contraffatto, o da un venditore abusivo, si può pensare di aver concluso un buon affare. In realtà, si produce un danno alla collettività e si alimenta un mercato criminale che guadagnerà da quell’acquisto.

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